Buona sera a tutti,
e grazie per essere venuti qui, oggi, con noi a scrivere questa pagina di vita del Centro di Aiuto alla Vita di Mola di Bari.
Quella del CAV di Mola è una Storia fatta di storie, spesso straordinariamente belle e altre difficili da comprendere e soprattutto accogliere. Infatti se dovessimo tornare con la mente a quasi dieci anni fa, quando il CAV ha mosso i suoi primi passi, troviamo all’origine una storia di incomprensibile e di inaudito dolore.
In questo piccolo discorso di presentazione non ci saranno nomi, è un impegno che con i volontari del CAV abbiamo da sempre, ma solo storie di vite che superano i singoli e si re-immergono nel grande viaggio collettivo che è la Vita di tutti.
Era l’estate del 2015 e, come in un incubo, la notizia della morte di una bambina, a causa di un male, cambiò completamente il senso della vita di tanti: la morte del giusto è da sempre un tema di grande sconcerto che pone interrogativi profondi e ferisce nell’intimo anche il credente più fermo.
Tale evento mi turbò intimamente, ma non solo me: anche altri, presenti oggi, che sono impegnati nel CAV dagli inizi, hanno conosciuto e condiviso quel dolore. Man mano che il tempo passava le domande di senso si facevano sempre più insistenti: perchè era accaduto? Dove poterla riconoscere? In cosa, in chi…
Una proposta prende il posto delle risposte cercate: “vorrei che Mola avesse un Centro di Aiuto alla Vita operativo, ti andrebbe di provarci? C’è un corso a Roma presso il Movimento per la Vita Italiano, ti iscrivo io, ci vuoi andare?” Fu questa la proposta del responsabile di un Gruppo di Preghiera del RNS che ha poi ospitato il CAV nella propria sede fino all’altro ieri.
Iniziò, così, il percorso di conoscenza della grande storia del Movimento per la Vita Italiano e delle tantissime storie di sofferenze e difficoltà che sbocciavano in colori, profumi e suoni inediti e irripetibili: come quelli del vagito di un bambino. I volontari dei CAV italiani non erano superdonne o superuomini, o fanatici intransigenti interessati solo a impartire imperativi morali, tutt’altro: scoprivo di donne e uomini che avevano sofferto e che, da quella sofferenza, hanno scelto di aiutare con ogni mezzo gli altri.
Fu così che il 14 febbraio del 2017 fu sottoscritto ufficialmente l’atto di costituzione del Centro di Aiuto alla Vita di Mola di Bari e di lì tante altre Storie che, a partire da quelle personali delle volontarie e dei volontari, si sono incrociate, e più di una volta, grazie a quello che definiamo “il caso”, hanno ritrovato in quella ferita l’origine di un comune impegno.
Abbiamo compreso, nella nostra carne, che ogni ferita può essere una feritoia da cui far passare il bene, il vero, il bello e la Vita.
Da quel momento abbiamo scelto di continuare a farlo con gratuità, entusiasmo, riservatezza e sincera cura di ogni storia che incontriamo: e sono tantissime le Storie di cui ci siamo arricchiti nel corso di tutti questi anni fino ad arrivare ad oggi.
Oggi inauguriamo questa “casa” attraverso la quale proveremo a dire, con ancora più forza, che non c’è dolore, ferita, fallimento o imprevisto che possa impedirci di cantare la bellezza della Vita e che ogni Vita, anche quella di ciascuno di noi, è capace di creare, sempre, possibilità di vita per gli altri, in qualunque condizione.
Oggi inauguriamo questo “spazio” fisico che vogliamo che diventi un luogo di cura, di mutuo aiuto e sostegno per chi ha la sua storia personale inceppata negli ingranaggi delle situazioni che ogni giorno siamo chiamati a vivere.
Questo “tempo” che vivremo in questo luogo, che è il tempo del volontariato, continuerà ad essere per noi e per quelli che vorranno condividerlo con noi il tempo della rigenerazione perché facendo il bene, facendolo in silenzio e senza i faretti puntati addosso, si costruisce il vero “bene comune”.
Questa bella storia di amicizia sociale che in quest’occasione celebriamo pubblicamente possa essere per tutta la nostra comunità cittadina una palestra di solidarietà, soprattutto per i più giovani.
A proposito di solidarietà concreta, un grande grazie vogliamo esprimerlo per la Famiglia Fasanelli, titolare dell’azienda FOR.COLL., che ha realizzato ciò che potrete vedere entrando nella nostra sede. Ancora grazie per tutto quello di cui sapete e questa targa non è che un segno di questa gratitudine.
Un grazie alle volontarie, permettetemelo: grazie a Mariella, Milena, Angela, Katya G. e Katya D., Laura, Marcella e Rossana. Grazie a Leo e a Vito! Il vostro tempo donato si è trasformato in Vita: non sono forse questi quelli che noi chiamiamo “miracoli”?
Grazie a tutti e a ciascuno dei presenti, grazie anche a chi ci ha raggiunti con un messaggio, o altro mezzo perché impossibilitati nella presenza fisica, grazie per aver voluto impreziosire, anche con la Vostra amicizia, la Storia di questo Centro di Aiuto alla Vita di questa bella Comunità di Mola di Bari.
Giovanni Gallo – Presidente Centro di Aiuto alla Vita – Mola di Bari ODV